L’implantologia  ha cambiato radicalmente le prospettive odontoiatriche  creando un ventaglio di nuove possibilità terapeutiche.

Il dentista Paolo Fulgenzi a Pescara rappresenta un importante centro di implantologia del nostro territorio. Grazie al notevole investimento in tecnologie e a un continuo aggiornamento il dentista di Pescara è in grado di proporre e realizzare piani di trattamento all'avanguardia con un numero ridotto di sedute e risultati duraturi e altamente estetici.

L’impianto dentale permette di sostituire le radici dei denti persi e quindi di riabilitare un’ edentulia singola o multipla senza intaccare la struttura dei denti sani adiacenti lo spazio da riabilitare o ricorrere a protesi mobili.

Le moderne tecniche implantologiche , coadiuvate dall’ausilio di esami radiografici 3d, permettono di ridurre drasticamente l’invasività delle sedute chirurgiche inserendo gli impianti dentali con una procedura definita flapless (senza lembo) che riduce i tempi operativi alla poltrona e minimizza il dolore e il gonfiore post operatorio.

Nella maggior parte dei casi è inoltre possibile caricare, ossia funzionalizzare l’impianto, il giorno stesso dell’intervento. Gli impianti possono essere utilizzati anche per stabilizzare protesi mobili in pazienti con atrofie ossee avanzate.

Che cos'è un impianto

Gli impianti dentali sono delle viti costruite in titanio, un materiale biocompatibile privo di qualsiasi allergene ( sostanza in grado di generare reazioni  avverse da parte dell’organismo ) che vengono inserite nell’osso attraverso un piccolo intervento chirurgico .Le fixture possono avere lunghezza, diametro e forma variabile in modo da adattarsi alle diverse anatomie e qualità ossee. 

Quali pazienti possono essere trattati ?

Gli impianti possono essere inseriti nelle ossa mascellari solo quando il loro sviluppo è completato. I bambini e gli adolescenti non possono quindi essere trattati.

Nei pazienti adulti invece la moderna implantologia permette di inserire gli impianti in quasi tutte le condizioni, anche in presenza di avanzata atrofia ossea.

Prima di procedere all’intervento l’odontoiatra dovrà valutare le condizioni di salute generale e la situazione dell’intera bocca in modo da inserire gli impianti in un ambiente bonificato e in assenza di focolai infettivi.

Esami radiografici come la panoramica e la cone beam permettono di valutare i volumi ossei residui e di pianificare un piano riabilitativo.

Si può avere un rigetto all’impianto? 

Il titanio è un materiale assolutamente biocompatibile che viene inglobato dall’osso del paziente. Non esistono pertanto rigetti

Può però succedere che l’impianto non si integri e quindi fallisca. I motivi della mancata integrazione possono essere una scarsa qualità dell’osso (un osso troppo morbido non garantisce una sufficiente stabilità dell’impianto all’atto dell’inserimento e durante la fase di osteointegrazione), infezioni primarie o secondarie e carichi eccessivi durante le prime fasi di guarigione .In caso di mancata integrazione si dopo aver aspettato un periodo di guarigione si potrà procedere a inserire nuovamente l'impianto.

Come vengono inseriti gli impianti

La procedura di inserimento prevede l’uso di una sequenza di frese con cui viene fatta una preparazione calibrata al diametro, lunghezza e forma della fixture scelta.

L’impianto viene quindi avvitato nell’osso fino a sommergerlo completamente.

Come si applica il dente sull’impianto

Il protocollo standard per l’applicazione del dente sull’impianto (carico o funzionalizzazione) prevede un’attesa di 6 mesi nel mascellare superiore e 3 mesi in quello inferiore dall’inserimento della fixture. 

Le nuove tendenze hanno evidenziato la possibilità di eseguire nella maggior parte dei casi un carico immediato o precoce senza aumentare i rischi di insuccesso e riducendo drasticamente i tempi di riabilitazione. La scelta delle tempistiche va fatta in base a diversi parametri clinici come la quantità e qualità ossea, le condizioni di salute del paziente, la presenza di parafunzioni…

Passato il tempo stabilito l’impianto viene scoperto e sul corpo viene avvitato un moncone sul quale viene costruita una capsula personalizzata.

Sedazione cosciente

Gli interventi più semplici vengono eseguiti con una semplice anestesia locale. Nei pazienti più ansiosi e timorosi o nelle riabilitazioni più complesse si può ricorrere a una sedazione endovenosa effettuata da un medico anestesista che permette di affrontare con serenità anche gli interventi più lunghi.

Costi

Le nuove tecniche permettono di riabilitare un’ intera arcata con un numero ridotto di impianti in modo da contenere i costi.

Percentuali di successo

A oggi le percentuali di successo di un’impianto a 5 anni riportate dalla letteratura sono superiori al 90%. Nei casi in cui ci sia stato un fallimento è comunque possibile reinserire l’impianto dopo aver aspettato un periodo di tempo che permetta una parziale guarigione del sito.